HPE Reimagine 2017: Hybrid IT e Intelligent Edge per accelerare la trasformazione digitale

Mercoledì 28 giugno si è svolto l’evento HPE Reimagine 2017. davanti a Partner e Clienti, HPE ha mostrato le proprie soluzioni tecnologiche per la Digital Transformation.

“Siamo in una fase di profonda rivoluzione digitale. Ogni azienda dovrebbe dotarsi di strumenti che permettano di reagire al cambiamento in corso”.

Queste le parole di Meg Whitman, CEO di Hewlett Packard Enterprise (HPE), pronunciate all’apertura del suo discorso di ieri, durante l’evento HPE Reimagine 2017, organizzato a Bologna.

La Digital Transformation ha fatto da cornice ai temi affrontati nella giornata di mercoledì 28 giugno durante il Partner Summit di HPE, per dar luce alle giuste strategie e tecnologie innovative che permettono alle aziende di trasformare le sfide della rivoluzione digitale in opportunità.

Per HPE due sono i driver per l’IT in quest’era digitale: Hybrid IT e Intelligent Edge.

Hybrid IT nasce dall’assunto fondamentale che un’azienda in fase di accelerazione della Digital Trasformation, non può creare discontinuità tra il proprio modello aziendale attuale e quello futuro. La stessa Withman ha precisato:

“La risposta, per come la vedo io, è un insieme di innovazione ed esperienza, in cui ci si adatta al preesistente generando sistemi tecnologici ibridi. Una scelta condivisa dal 63% delle aziende che stanno affrontando la trasformazione digitale”.

Traducendo le parole del CEO di HPE: dotarsi di un’infrastruttura adeguata. Questo è il primo passo per le aziende che vogliono introdurre gradualmente delle rivoluzioni digitali al proprio interno. Il binomio perfetto rimane quindi tecnologie-servizi, l’uno preclude l’esistenza e il successo dell’altro. In merito, l’esempio citato è Uber: un ritardo nell’infrastruttura di comunicazione, si traduce in perdita di credibilità e diminuzione di potere di mercato.

La Customer Experience quindi si rifà il look e diventa Digital Experience: nell’era dell’accesso, i servizi divengono primo elemento per essere competitivi in un mercato sempre più orientato all’esperienza, alle relazioni, alle connessioni, piuttosto che alla proprietà e all’economia dell’avere.

Ecco che in questo cambio di cultura, le tecnologie divengono essenziali per offrire tali servizi e per accelerare la trasformazione digitale. Ma quali sono le nuove “sette sorelle”, così definite dal Direttore di Wired Italia Federico Ferrazza, che rispondono alle richiesta della Digital Experience?

  1. Intelligenza artificiale
  2. Veicoli autonomi
  3. Big Data Analytics e Cloud
  4.  Manifattura additiva e stampa 3D
  5. Internet of Things
  6. Robotica e droni
  7. Social Media

Perché proprio loro? Innanzitutto lo dicono i dati, alcuni esempi: nel 2017 sono 7 miliardi gli oggetti connessi con l’IoT, ma sono destinati a crescere, con una previsione di 50 miliardi entro il 2020 e un giro d’affari idi 14 mila miliardi di $ per il 2030. Cifre da capogiro anche per l’Industria 4.0, con una previsione di crescita di più di 1.400 miliardi di $ entro il 2030 e un valore di 600 miliardi di $ per le tecnologie Big Data.

Perché l’intelligenza artificiale al primo posto? Permette innanzitutto una potenzialità di calcolo e di analisi dei dati molto più veloce; in un settore come quella Sanitario dove il tempo è la chiave per molte vite, saper interpretare i dati di miliardi di persone aiuta l’interpretazione dei medici nella ricerca e nelle cure. L’analisi dei dati è inoltre fondamentale per la comprensione del comportamento nel processo di acquisto e della Customer Experience. L’intelligenza artificiale inoltre amplifica e fa crescere l’automotive, riducendo il rischio di incidenti sul lavoro e i costi sociali.

Il CEO Meg Whitman di HPE, è proprio sull’analisi dei dati che focalizza il suo discorso per introdurre il secondo driver tecnologico: Intelligent Edge.

La capacità di calcolo e di analisi dei dati non può essere limitata solo nella struttura centrale, deve avvenire il più possibile in diretta, nel luogo stesso dove i dati vengono raccolti, vale a dire in strutture periferiche (edge). L’opinione di Withman al riguardo:

“Dobbiamo avere sistemi che riescano a capire in tempo reale che cosa sta accadendo, perché in futuro avremo a che fare con molti più dati di adesso”.

In conclusione, come approcciarsi a queste nuove sfide, sapendo trarne dei vantaggi e non subendole?

Con una trasformazione radicale della propria cultura aziendale innanzitutto, questa farà la differenza tra le aziende che sapranno adattarsi e quelle che resteranno ferme.

La parola d’ordine oggi è cambiamento e le parole del padre dell’evoluzionismo ancora tornano utili per spiegarlo:

“It is not the strongest of the species that survive, nor the most intelligent, but the one most responsive to change”.

 

 

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